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Nickel is back!

Grande serata di rock al Forum d’Assago, Chad Kroeger e soci sono tornati dopo 5 anni a Milano. Un’attesa ben ripagata, in un periodo in cui si fatica a respirare quell’atmosfera fatta di chitarre pungenti e ritmiche incalzanti, dunque ben vengano questo tipo di performance tra hard rock, post-grunge e influenze metal. Il concerto si apre con la title track dell’ultimo album, Feed The Machine, inizio incalzante, amplificatori al massimo, ottimo impatto scenico, i Nickelback non deludono, il tiro c’è tutto!

Subito ecco Woke Up This Morning, tratta dal primo album che ho amato, Silver Side Up del 2001. La scaletta fila via pulita tra hit del passato e pezzi più recenti, va detto che gli ultimi due album prodotti dalla band canadese, No Fixed Adress e Feed The Machine appunto, appaiono meno riusciti soprattutto rispetto a Here And Now del 2011, il disco più maturo sia dal punto di vista della qualità delle canzoni, sia dal sound strepitoso che ti lascia senza fiato. Chad Kroeger è in palla, scherza con il suo compagno di chitarra Ryan Peake tra un bicchiere di Jack Daniel’s e l’altro. Chad fa impazzire il pubblico femminile, ammicca quanto basta, scherza e lo sa, ma appena canta accompagnato dalla sua Gibson trascina tutto il Forum, pubblico maschile incluso. Così ecco Photograph, l’istantanea che immortala i rocker canadesi di fronte al pubblico milanese.

La ritmica è assordante, così mi torna in mente la mia più grande curiosità di quando vidi i Nickelback per la prima volta dal vivo, ovvero capire se i ragazzacci canadesi fossero in grado di riprodurre dal vivo quel suono compatto e violento che spacca le casse del tuo stereo. La risposta è sì, Mike Kroeger, il fratello di Chad, al basso e Daniel Adair alla batteria non sbagliano un colpo e forniscono una ritmica precisa che contraddistingue insieme alle chitarre il sound del gruppo. Something In Your Mouth accende i diecimila del Forum, ma è Figured You Out a riportarci alle origini della band canadese, pezzo infatti datato 2003, tratto da The Long Road.

Poi spazio alle ballate, la parte un po’ più noiosa, da Lullaby a Rockstar, con due fan scelti tra il pubblico a cui viene affidato il canto del pezzo, mezza ruffianata, fino alle due immancabili hit Someday e How You Remind Me. Finale invece divertente con When We Stand Together, canzone riuscitissima anche dal vivo, una bella hit dove il pubblico si unisce nei cori alla voce di Kroeger. Si chiude con il forum in fiamme con il pezzo che vale da solo il prezzo del biglietto, “Vi voglio vedere saltellare su e giù” l’invito di Chad dal palco. Grazie per il suggerimento, ma Burn It To The Ground non ha bisogno di inviti, il pezzo incendia e contagia tutti, travolgente ed esplosivo come nella sua insione originale in Dark Horse del 2008.

I Nickelback chiudono così la loro serata milanese, 50 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, ora nel pieno della loro maturità artistica, non ci resta che aspettare la prossima novità, magari suggerendo di pubblicare il primo live che manca nella lista degli album fin qui incisi.

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Milano Setlist 19/06/2018

Feed the Machine
Woke Up This Morning
Photograph
Far Away
Something in Your Mouth
Someday
Lullaby
Figured You Out
Song on Fire
What Are You Waiting For?
Million Miles an Hour
Rockstar
When We Stand Together
Animals
How You Remind Me

Encore:
Gotta Be Somebody
Burn It to the Ground

Roger Waters e il lato oscuro della musica

Non solo il lato oscuro della luna, ma quel lato buio che è in ognuno di noi e che da quasi mezzo secolo muove e ispira la musica di Roger Waters. Mr.Pink torna a Milano al Forum d’Assago dopo 7 anni, era il 2011 e andava in scena il trionfale tour di The Wall. Abbattuto il muro questa volta l’ex leader dei Pink Floyd torna a rivisitare le prime grandi atmosfere del gruppo. Us+Them, il titolo del tour già preannuncia quello che è il tema dello spettacolo. Si torna al 1973 e all’album che ha segnato un’epoca, The Dark Side Of The Moon.

Lo show è una rivisitazione e un rimando continuo tra passato e presente, che in questo caso riporta all’ultimo album di inediti dell’artista britannico, Is This the Life We Really Want? La domanda rimane al centro della scena, è veramente la vita che vogliamo? L’attesa dello show si apre con un filmato di una ragazza seduta su una spiaggia che fissa il mare, uno sguardo che si perde nell’orizzonte, visto come speranza e possibilità di fuga. Lo show infatti è un continuo rimando ai temi pacifisti, dalla situazione dei rifugiati alla lotta alla guerra, tema quest’ultimo contro cui Waters si batte da tempo. Speak To Me/ Breathe e One Of These Days aprono lo spettacolo, inizio psichedelico, poi ecco Time e The Great Gig In The Sky.

E’ un tuffo negli anni settanta. La band che accompagna Waters è attenta a riprodurre fedelmente le atmosfere e il sound dell’epoca, pochi virtuosismi, spazio alle sonorità che accompagnano le immagini e i filmati proiettati nello schermo alle loro spalle. Dopo l’inizio “pinkfloydiano” ecco l’inevitabile parentesi con i brani dell’ultimo lavoro, tre pezzi in tutto che ci raccontano l’artista degli anni duemila, quello legato alle battaglie sociali. La prima parte dello show si chiude con l’immancabile hit degli anni ottanta, Another Brick In The Wall, rivisitata in un’unica versione che trascina e scalda il Forum d’Assago (cliccare qui sotto per aprire il video esclusivo di MusiAndLights).

Il secondo tempo dello show si apre con l’imponente scenografia che divide il palazzetto in due, riproducendo la centrale elettrica di Battersea, costruita nel 1933 sulla riva sud del Tamigi a Londra, la cui immagine è stata scolpita nella copertina di Animals, album dei Pink Floyd del 1977. L’impatto scenografico è imponente e suggestivo.

Si parte con l’esecuzione di Dogs, oltre 15 minuti di performance, poi tocca a Pigs, il pezzo e la parte più politica del concerto, dove Waters si scaglia contro i grandi della terra, Trump su tutti. Il maiale volteggia sul pubblico del Forum, mentre sui muri di Battersea vengono proiettate le frasi più significative e divisive del Presidente degli Stati Uniti. Si può condividere o meno, ma questo è Roger Waters (cliccare sul video qui sotto).

Il concerto termina con i grandi classici, l’esecuzione di Brain Damage/Eclipse conclude la seconda parte dello show, il Forum viene avvolto dai colori del prisma che rappresenta la copertina di The Dark Side Of The Moon, finale maestoso, tutti in piedi. Resta però da sottolineare la scelta, nella totalità dello spettacolo, da parte dell’artista britannico di virare spesso sui brani più scontati della storia dei Pink Floyd, quelli forse irrinunciabili, ma che sono spesso condivisi nella scaletta dei concerti dal collega rivale, David Gilmour e che nei dischi originali erano cantati proprio dallo stesso chitarrista. Come in Wish You were Here, Money, Us and Them, fino a quelli originariamente a due voci come Mother e Comfortably Numb. Quasi una sfida a distanza fra i due, vedere e ascoltare il recente Live At Pompeii di Gilmour. Forse per questo Waters ha strizzato l’occhio ad una paltea più vasta, riproponendo le hit, lasciando a bocca asciutta i fan di vecchia data che si aspettavano qualche chicca in più nella scaletta del concerto. Us+Them come show rimane abbondantemente un gradino sotto rispetto al maestoso tour di The Wall, ora si aspettano le date di Lucca e Roma, 11 e 14 luglio, dove lo spettacolo verrà proposto in una versione adattata e rivista per i grandi spazi. Comunque da non perdere.

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Roger Waters Milano 2018, la scaletta del concerto

Speak To Me / Breathe
One Of These Days
Time
Breathe (Reprise)
The Great Gig In The Sky
Welcome To The Machine
Déjà Vu
The Last Refugee
Picture That
Wish You Were Here
The Happiest Days Of Our Lives
Another Brick In The Wall Part 2
Another Brick In The Wall Part 3

Dogs
Pigs (Three Different Ones)
Money
Us And Them
Smell The Roses
Brain Damage
Eclipse

Mother
Comfortably Numb

TOTO live in Milano

40 viaggi intorno al sole…e in questo lungo tour non poteva mancare una tappa a Milano. Dunque, facile la conclusione, un appuntamento irrinunciabile! Per chi ama la musica, e i musicisti che la eseguono, i Toto sono la massima espressione che si può trovare non solo nelle incisioni ma soprattutto in un’esibizione live. Un tour nato per celbrare i 40 anni del gruppo americano, fondato nel 1978 dai fratelli Porcaro, anticipato da una raccolta dei migliori brani della band, disco impreziosito da tre inediti. La serata al Forum si apre proprio con l’ultimo singolo, Alone, nemmeno il tempo di caruburare e sotto con Hold The Line per scaldare i 10 mila fans presenti al Forum di Assago.

Perso l’inarrivabile Simon Phillips alla batteria ecco la scelta di dividere la sezione ritmica tra il grandissimo Lenny Castro alle percussioni e il nuovo batterista, Shannon Forrest, molto tecnico, preciso, meno potente rispetto a Phillips ma più vicino allo stile del compianto Jeff Porcaro. Shem Von Schroek al basso molto preciso e presente, con il prezioso aiuto di Warren Ham al sassofono e ai cori, la linea del gruppo sul palco è fatta. Anche l scaletta si discosta dal passato, i grandi classici ci sono quasi tutti, da Rosanna ad Africa, ma spiccano pezzi che sembravano dimenticati dal gruppo. Molto in palla Williams alla voce, meno Lukather un po’ sottotono, in I Will Remember fatica a trovare la tonalità giusta, ma meglio così, meno pezzi cantati e più spazio alla sua straordinaria chitarra! Molto presente invece David Paich, che diventa così la piacevole sorpresa della serata, il pianista si diverte a rubare la scena a Williams nelle vesti di cantante solista. Bellissima la versione di Stranger in Town, uno dei pezzi meglio riusciti della serata milanese.

Spicca poi un’ampia parte acustica dove i membri del gruppo ripercorrono la storia della band, scorrono via veloci molti pezzi esguiti con altrettanta maestria, da Georgy Porgy, Mushanga ad un omaggio a Michael Jackson, con l’esecuzione di Human Nature, musica composta da Steve Porcaro. Con una formazione piú tecncia ecco ripescata dal cilindro Jack To The Bone, pezzo per veri musicisti, o meglio pezzo solo per i Toto! Tra i brani del passato dimenticati o poco eseguiti dal vivo, ecco spuntare uno dei miei preferiti di sempre, Lion, tratto da Isolation, uno dei dischi forse meno capiti dal pubblico, ma che ritengo uno dei più geniali nella storia della band.

L’esecuzione di Lion è da standing ovation, Joseph Williams tiene alla voce un pezzo dove Fergie Frederiksen raggiungeva tonalità inarrivabili, ma è la parte ritmica e l’esecuzione alla chitarra di Lukather che lasciano a bocca aperta. Gran finale con Africa, con tanto di solo di Lenny Castro con le sue percussioni, che trascina il pubblico del Forum. Tutti in piedi sugli spalti, il concerto arriva alla fine, Lukather e soci concedono un solo bis, con un brano, The Road Goes On, un po’ freddino per concludere comunque quella che resta una grande serata. Ma va bene così, chapeau, è sempre un piacere ritrovare i Toto dal vivo sul palco, vista l’energia e lo stato di forma, li aspettiamo per i prossimi 50 viaggi intorno al sole!

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Set List Toto – Milano 10.03.2018

Prima parte
Alone
Hold the Line
Lovers in the Night
Spanish Sea
I Will Remember
English Eyes
Jake to the Bone
Lea
Rosanna

Seconda parte: Acoustic Storytellers
Miss Sun
Georgy Porgy
Human Nature
Holyanna
No Love
Mushanga
Stop Loving You

Terza parte
Girl Goodbye
Angela
Lion
Dune (Desert Theme)
While My Guitar Gently Weeps
Stranger in Town
Make Believe
Africa

Bis

The Road Goes On

 

Billy Cobham a Milano

Buon 2018 con i tamburi di Billy Cobham! Dopo quasi due mesi di silenzio siamo tornati, meglio tardi che mai, si chiederà qualcuno, ben arrivati qualcun altro! Il lavoro chiama e le passioni purtroppo vanno accantonate, ma non vengono certo dimenticate. Vi chiedo, è successo qualcosa in questi primi due mesi dell’anno degno di essere raccontato, musicalmente parlando? Poco o niente…forse il Festival di Sanremo? Non fa per noi, per carità Claudio Baglioni e la Rai hanno vinto alla grande, ascolti record, la musica nazional-popolare funziona sempre, ma aspettavo qualcosa di nicchia che mi facesse scattare o tornare la scintilla! Anche se il personaggio in questione, lui che però una trasmissione popolare non la disdegnò. Memorabile la sua partecipazione a Fantastico nel lontano 1986 insieme al suo amico Tullio De Piscopo, sotto gli occhi attenti di Pippo Baudo. Chissà….forse sto sbagliando io, tutta invidia!!!! Viva Fantastico e viva Sanremo!

Dopo questa doverosa premessa, eccoci alla nostra recensione. Come sempre nella vita ci vuole ritmo, di fronte a un set di batteria mi arrendo! I grandi eventi “Rock” nel 2018 devono ancora arrivare e allora spulciando tra tour, date, locali, ecco un appuntamento che non ho voluto perdere. Billy Cobham, “Mr.Spectrum”, uno dei padri nobili delle percussioni, live al Blue Note di Milano. Tre date, 6 concerti, come da tradizione nel locale jazz di via Borsieri, primo live alle 21 e in replica alle 23.

Una serata da non perdere, l’età di Cobham è di quelle importanti che appartengono per internderci a tipi come gli Stones, nato a Panama nel 1944, facendo due conti nel 2018 arriverà tra poco alla fantastica età di 74 anni, chapeau! Soprattutto per chi deve sostenere lo strumento più fisico che esista, la batteria. A Milano è arrivato per presentare il suo Crosswinds Project accompagnato da Paul Hanson al sax, Fareed Haque alla chitarra, Tim Landers al basso e da Scott Tibbs alle tastiere. Un progetto che ripercorre le atmosfere dell’omonimo album, il secondo della sua carriera pubblicato nel 1974.

Un’ora e un quarto di concerto, Cobham deve dosare le energie, si concede qualche pausa, ma rimane un maestro, un batterista che negli anni ‘70 ha saputo rivoluzionare la tecnica e la dinamica del suo strumento. Set rigorosamente Tama, ambidestro, potente con la doppia cassa, fusion rigorosamente targata anni ‘70, raffinato nelle velate divagazioni più jazz. Può anche succedere che una bacchetta che gli scivoli via dalla mano (nel primo video qui sopra), perdonato! Nonostante qualche intoppo appunto dovuto agli anni, vedendolo per la prima volta dal vivo si intuisce chi poi ne ha seguito le orme portando la tecnica a livelli più estremi come Simon Phillips, set quasi identico, stessa batteria, medesima impostazione. Un po’ come quando vedi qualche vecchio filmato di Jimmy Page e comprendi e capisci allora da dove è partito Eddie Van Halen. Per Mr. Cobham tutto esaurito e scroscianti applausi, un tocco rimasto ugualmente raffinato, meno possente, ma pur sempre di gran classe.

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Vasco Modena Park

Ci siamo, Vasco Modena Park viene pubblicato oggi, venerdì 8 dicembre. Un album che ci riporta con il cuore e la mente al 1° luglio della scorsa estate in mezzo alle 225 mila persone presenti all’evento. Qualcosa di magico, surreale che rimarrà nella storia del rock italiano. Un concerto che non poteva non essere immortalato, prima in un film e ora inciso su un album. La storia di Vasco c’è tutta, a cominciare dai primi versi di Colpa d’Alfredo, la canzone d’apertura del concerto, “Mi puoi portare a casa questa sera? Abito fuori Modena, Modena Park”

40 brani di Vasco, ovvero uno per ogni anno di carriera del cantante modenese. Dunque per tutti coloro che si sono persi il concertone del 1° luglio o anche per chi invece vuole rivivere l’incredibile serata, ecco questo magnifico album. Dalla prima era di Vasco, con i brani storici da Siamo Solo Noi, Albachiara, Bollicine, a quella successiva con C’è Chi Dice No, Liberi…Liberi, Gli Spari Sopra, Stupendo, per concludere con quella più recente con Rewind, Sally, Un Senso e Siamo Soli.

Tutte le generazioni, a partire dalla mia che si è goduta il primo e inarrivabile Vasco, saranno soddisfatte da questo album che contiene 40 anni di carriera del rocker di Zocca. Ognuno si potrà ritrovare nella sua decade preferita, del resto la sua musica ci ha sempre accompagnato scandendo il ritmo della nostra vita. La band salita sul palco del parco Enzo Ferrari è la solita con Stef Burns alle chitarre, Claudio Golinelli al basso, Clara Moroni ai cori e con due sorprese, Maurizio Solieri, storico chitarrista di Vasco e il virtuoso Andrea Braido e con Gaetano Curreri degli Stadio al pianoforte in Anima Fraglie. Impossibile non acquistarlo nelle varie edizioni, compresa quella deluxe o scaricarlo come ho appena fatto io, senza perdere nemmeno un secondo. La combriccola del Blasco non può aspettare!

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TOTO – 40 viaggi intorno al sole

Toto festeggeranno nel 2018 i loro primi 40 anni e per celebrare questo nuovo traguardo ecco che la band americana ci regala due sorprese, un nuovo greatest hits, dove verranno inclusi anche degli inediti e un tour che toccherà l’Italia con due date nella primavera del 2018. 40 Trips Around The Sun  è il titolo della raccolta che verrà publlicata il 9 febbraio del prossimo anno, 17 brani con tutti i loro successi rigorosamente rimasterizzati per l’occasione, da Rosanna, Hold the Line, Stop Loving You e Africa. I membri storici della band, Steve Lukather, David Paich, Steve Porcaro e Joseph Williams hanno lavorato sulle canzoni non ancora pubblicate e hanno contribuito a rimasterizzare i loro grandi classici insieme a Elliot Scheiner e Gavin Lurssen.

Ma la novità è rappresentata dalle tre registrazioni inedite contenute nel greatesthits, Spanish Sea, Struck by Lighting e il nuovo singolo Alone già scaricabile su tutte le piattaforme multimediali. “È stata scritta mentre eravamo in una stanza – confessa Steve Lukather – non c’era nessuno oltre a noi quattro. Il testo è un po’ dark, ma ora siamo più vecchi e abbiamo vissuto la vita. Alla fine siamo comunque da soli, da qui il titolo”. Una canzone in pieno stile Toto che non deluderà i fan del gruppo.

“Io, David, Steve e Joseph – prosegue ancora Lukather – siamo commossi ed elettrizzati dal lunghissimo successo della band. Questo tour del quarantesimo anniversario sarà qualcosa di speciale per noi e per tutti i fan che parteciperanno”. Il 40 Trips Around The Sun Tour  invece inizierà nel febbraio 2018 in Europa e arriverà nel nostro paese a marzo, con due date a Milano e Bologna. La prima al Forum di Assago, sabato 10 marzo, la seconda all’Unipol Arena, il successivo venerdì 23. Il nuovo tour dei Toto si annuncia come uno dei più lunghi della carriera della band.

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Line up 2018

Left to right:

Shannon Forrest – drums
Lenny Castro – percussion
Steve Lukather – vocals, guitars
David Paich – vocals, keyboards
Joe Williams – vocals
Steve Porcaro – keyboards
Shem von Schroeck – bass
Warren Ham – saxophone, vocals