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Mama, just killed a man

Il conto alla rovescia è iniziato, il 29 novembre esce Bohemian Rhapsody, il film sulla storia dei Queen. “Mamma ho appena ucciso un uomo”, così nel 1975 recitava uno dei primi versi dirompenti della Rapsodia scritta per mano di Freddie Mercury, 6 minuti la durata del pezzo, tantissimo per un singolo da lanciare, soprattutto in quegli anni. Una canzone che al suo interno racchiude tutti i generi possibili, da un’introduzione corale cantata a cappella, a un segmento in stile ballata, al famoso passaggio d’opera, fino alla conclusione con una sezione hard rock. Qualcosa di maestoso che consacrò definitivamente la band della Regina e che oltre quarant’anni dopo si celebra nel film che prende il titolo proprio dall’omonima composizione. Molto è stato detto, molti aneddoti svelati, già numerosi trailer del film pubblicati, ma rimaniamo ansiosi per la narrazione non solo della vita di Freddie Mercury, ma anche e soprattutto della band.

Rami Malek – Bohemian Rhapsody

La sola cosa più straordinaria della loro musica è la sua storia” recita l’incipit del trailer. Il film è incentrato sulla figura del frontman, la vera e unica Regina del gruppo. Ma dei denti sporgenti di Farrokh Bulsara poco ci importa, ma sulla creazione delle canzoni, sui segreti che ciascuna band nasconde tra le mura di uno studio di registrazione, o sulla nascita di un tour, qui siamo davvero ansiosi di sapere. Soprattutto per chi ha avuto la fortuna, come chi vi scrive di vedere una volta i Queen, quelli veri! Dal vivo, il 14 settembre 1984 al Palasport di Milano, l’aspettativa è che il film racconti il backstage della band e delle sue canzoni. Quello che non conosciamo. Dunque pronti a fare un tuffo nel passato, un ritorno alle origini del rock. Saremo gli ultimi ad assistere alla proiezione che ha debuttato in Inghilterra il 24 ottobre scorso e negli USA il 2 novembre. Poco importa, ci siamo. È il film sulla musica dei Queen e del suo leader Freddie Mercury, dalle origini e per scelta di Brian May e Roger Taylor fino alla trionfale apparizione del gruppo al Live Aid del 13 luglio del 1985, venti minuti sul palco di Wembley che hanno fatto la storia della musica.

Queen – Live Aid, Wembley Stadium, 13 luglio 1985

Poco spazio al gossip e alle indiscrezioni legate agli ultimi anni di vita di Mr.Bad Guy e alla malattia che lo colpì. Solo lo scioccante annuncio da parte del frontman alla band prima dell’esibizione al Live Aid. E questo sarà un capitolo a parte, ovvero le incongruenze storiche del film, nel caso sopra citato avvenne in realtà due anni più tardi e non nel 1985. Leggendo le recensioni di chi ha già visto la pellicola si scopre che questa non sarà l’unica incongruenza, altre ricostruzioni sono inesatte, probabilmente adattate per esigenza di copione, visto che l’intero film è stato realizzato con la supervisione di May e Taylor. Nel vestire i panni di Freddie è stato scelto Rami Malek, nato a Los Angeles ma di origini egiziane, noto per essere il protagonosta della serie americana Mr.Robot,  “Quando ho ottenuto questo ruolo ho pensato che sarebbe potuta essere una performance in grado di definire una carriera. Due minuti dopo ho invece pensato, questa parte potrebbe distruggere una carriera“.

Rami Malek – Mr.Robot

Il film è scritto da Anthony McCarten, candidato all’Oscar per La Teoria del Tutto, produzione non priva di qualche intoppo, le riprese hanno visto succedersi due registi, inizialmente diretto da Bryan SingerI Soliti Sospetti – e concluso poi da Dexter FletcherBohemian Rhapsody vedrà la partecipazione anche di Joe Mazzello nelle vesti di John Deacon, il bassista, di Ben Hardy che sarà il batterista Roger Taylor, mentre Gwilym Lee interpreterà il chitarrista Brian May. Cameo anche per Mike Myers nelle vesti di Ray Foster, manager della casa discografica EMI.

Queen in Bohemian Rhapsody

Disponibile già la colonna sonora del film, Bohemian Rhapsody (Ost), un’ennesima raccolta ma con diverse curiosità, dall’inedito live da Parigi di Fat Bottomed Girls, a una rivisitazione di Don’t Stop Me Now, Love Of My Life tratta da Rock In Rio, fino all’epica esibizione in versione integrale del Live Aid a Wembley nel 1985. Come sempre non ci resta che concludere esclamando “God Save The Queen”. 

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Tornano gli U2 con le canzoni dell’esperienza

Dalle canzoni dell’innocenza a quelle dell’esperienza sono passati 3 anni, non privi di ripensamenti, alla fine oggi il nuovo album della band irlandese vede la finalmente la luce. Non mi è facile dare un giudizio sugli U2, un gruppo che ritengo l’esempio più significativo del passaggio dalla grande era del rock ‘70/‘80 a quello decadente iniziato negli anni ‘90 e che arriva inesorabilmente fino ai nostri giorni.

Nata a Dublino nel ‘76, dopo un periodo di apprendistato, la band debutta ufficialmente con il suo primo album – Boy – nel 1980. Primo esempio di un rock che mutava, con un sound scarno, essenziale, per nulla barocco come i grandi gruppi del passato. Fatta eccezione per Paul David Hewson, in arte Bono Vox, dallo spiccato talento vocale, gli altri tre membri non si sono mai distinti per essere dei musicisti virtuosi. Ma alla fine gli U2 hanno saputo e questo gli va riconosciuto, trovare un sound ben definito, un marchio di fabbrica indistinguibile, sound che si esalta ulteriormente con le esibizioni dal vivo, esplosive e cariche di energia. Al tempo stesso oggi sono essenzialmente gli unici eredi e tenutari di quel rock che ormai sembra solo un ricordo da sfogliare e ricercare nei libri o meglio negli album di storia. Fatta questa premessa eccoci a Songs of Experience, sicuramente senza offesa non un capolavoro, tuttavia un album solido e ben strutturato nato dall’esperienza quarantennale della band.

Nessun Blackout, gli U2 ci sono ancora, come sottolinea l’omonimo pezzo del nuovo album, senza dubbio uno dei più incalzanti. Il disco di oggi racconta la maturità del gruppo e del suo leader Bono che ci svela come i pezzi siano quasi tutti immaginati come lettere che il cantante indirizza alla moglie Ali, ai figli, agli amici, in un caso direttamante al pubblico – The Showman – e in definitiva lettere scritte anche a se stesso. “Non dovrei essere qui perché dovrei essere già morto” è il verso con cui si apre Lights Of Home. “Ho pensato molto al fatto che potrei morire, così ho fatto di queste canzoni un epistolario d’amore” scrive Bono nel libretto del disco. Sulla copertina dell’album ci sono Eli e Sian i figli di Bono e The Edge, mano nella mano.

“Ho iniziato ascrivere per loro, ma queste sono lettere anche a me stesso. Si predica quello che si ha bisogno di sentire” puntualizza la star nelle interviste rilasciate per promuovere la pubblicazione del nuovo disco. In American Soul ecco la collaborazione con Kendrick Lamar, il rapper di Compton, il volto nuovo della musica di questo millennio. Get Out Of Your Own Way e Love Is Bigger Than Anything In Its Way sono entrambe canzoni indirizzate ai figli. You’re The Best Thing About Me è già una hit in cima alle classifiche dei brani trasmessi dalle radio in Italia da ben 7 settimane. Ora non ci resta che aspettare gli U2 nel nostro Paese, al momento non ci sono ancora conferme su possibili date, nell’imminente serie di concerti dell’ eXPERIENCE + iNNOCENCE TOUR  che partirà il 2 maggio del prossimo anno dagli Stati Uniti.

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Gli Stones di nuovo “In Onda”

La data è quella del 1° dicembre. I Rolling Stones sono pronti a regalare l’ennesima chicca di una gloriosa carriera. On Air è pronto per la pubblicazione, l’annuncio campeggia a caratteri cubitali sulla homepage della Band. Si tratta di un album-raccolta che contiene una selezione di registrazioni radiofoniche degli anni ‘60. Ben otto di questi pezzi sono dei veri e propri inediti registrati nelle storiche trasmissioni della BBC, brani come Saturday Club e The Joe Loss Pop Show.

Il singolo è Come On, un brano del 1963 che apre la raccolta, ma scorrendo la lista delle canzoni si possono trovare anche le versioni grezze di (I Can’t Get No) Satisfaction e The Last Time. In tutto 32 brani, tra cui si segnalano dei classici come Everybody Needs Somedody To Love di Solomon Burke e delle rarità come Fannie Mae, in origine registrata da Buster Brown e Hi Hill Sneakers di Tommy Tucker. Manca poco e con i Rolling Stones saremo nuovamente tutti On Air.

FR69

La Notte delle Streghe

La notte delle streghe sta per arrivare, Halloween is coming! È la notte di John Carpenter, il regista statunitense creatore dell’omonima saga e papà dell’immortale Michael Myers che ogni 31 ottobre si materializza e torna a casa per seminare il terrore e dare la caccia alla povera Laurie Strode, interpretata dall’inossidabile Jamie Lee Curtis. Ma qui in un blog dedicato alla musica non vogliamo parlare del film Halloween, uscito nelle sale nel 1978 e che poi visto il successo di pubblico, sarebbe proseguito fino ai giorni nostri in una serie infinita di sequel, ma raccontare invece del suo regista in qualità di compositore.

Perché pochi sanno che John Carpenter è anche l’autore delle colonne sonore dei suoi film. Nato a Carthage nel 1948, nello stato di New York, Carpenter cresce a Bowling Green, nel Kentucky. Si diploma alla Western Kentucky University, dove il padre insegna musica. E proprio dal padre eredita la passione per la musica che lo porterà a comporre alcune delle più belle colonne sonore dei suoi film. Per quella di Halloween il regista si è ispirato a Dario Argento e al tema dei Goblin di Profondo Rosso con il ritmo del pianoforte in 5/4. In questi giorni tra l’altro il regista è in tour nel Nord America, a testimonianza della sua grande passione per la musica.

Tra le colonne sonore composte dal regista, spiccano Dark Star (1974), Distretto 13Le brigate della morte (1976) e Halloween – La notte delle streghe (1978), poi come non ricordare Fog (1980) e soprattutto 1997: Fuga da New York (1981). Poi la colonna di Christine – La macchina infernale (1983), Grosso guaio a Chinatown (1986) e Fuga da Los Angeles (1996) passando per numerosi altri sequel come Halloween – La resurrezione, regia di Rick Rosenthal (2002), per concludersi con Halloween (2018). Già perchè nel prossimo anno è annunciato un nuovo sequel della saga e le notizie confermano che nel progetto sarà coinvolto lo stesso Carpenter che oltre alla colonna sonora metterà mano alla sceneggiatura del film.

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Qui sotto alcune immagini di Halloween con la title track del film composta da John Carpenter.

Ascolta Senza Pregiudizi, 25 anni dopo

In realtà di anni ne sono passati 27, Listen Without Prejudice fu pubblicato infatti nel 1990, ma prima della sua morte, George Michael aveva programmato l’uscita di un’edizione speciale in occasione proprio dei 25 anni dall’uscita dell’album. Il progetto era in programma per l’autunno 2016, ma venne rinviato, la pubblicazione é prevista per questo venerdí 20 ottobre. Listen Without Prejudice/Mtv Unplugged diventa così il primo album postumo dell’artista recentemente scomparso. Si tratta di un repack, ma non privo di sorprese. Innanzitutto spicca l’esibizione live nella trasmissione MTV Unplugged nel contesto intimo dei Three Mills Island Studios di Londra, datata 11 ottobre 1996, concerto totalmente acustico che nella riedizione dell’album viene proposto nella versione integrale.

Una delle migliori performance dell’artista di origine greca insieme a quella offerta insieme ai Queen nel tribute dedicato a Freddie Mercury nell’aprile del 1992 a Wembley Stadium. Poi ecco Fantasy, la vera novità dell’album, anche se in realtà non è altro che una rielaborazione di una canzone già pubblicata come B-side della versione americana del singolo Freedom! ‘90 e della versione britannica di Waiting For That Day, in cui è evidente il tocco del grande chitarrista e compositore Nile Rodgers, chitarra, mente e cuore degli Chic, che ha ridato nuovo vita al singolo. Bentornato George, ti ascolteremo ancora una volta senza pregiudizi, #withoutprejudice!

40 anni di “Notizie del mondo”

News Of The World, uno dei più celebri album dei Queen compie 40 anni, fu infatti pubblicato per la prima volta il 28 ottobre 1977. Per l’occasione il prossimo 17 novembre uscirà un confanetto con numerose sorprese per tutti i fans della Regina. Su tutte delle registrazioni “Raw”, crude, grezze, che verranno pubblicate per la prima volta. Non degli inediti quindi, piuttosto delle prove, dei momenti colti al di fuori delle regitrazioni ufficiali del disco. Il cofanetto 40th Anniversary Edition conterrà la versione del disco in vinile, 3 cd, il primo con l’album originale, il secondo con le “Raw Sessions” e un terzo di “Bonus Tracks”, più un dvd “The American Dream” con alcune riprese dello show del ’77 a Houston, Texas.

La parte più interessante è senza dubbio quella delle sessioni crude. Un’anticipazione è già stata pubblicata, si tratta delle versioni sporche di We Will Rock You e We Are The Champions. Nella sessione del primo brano si comincia con una breve intro nella quale Freddie Mercury e soci discutono dell’attacco del pezzo, poi le ritmiche diventano quelle tradizionali e caratterizzanti della batteria di Roger Taylor, alla fine ecco la versione “Raw” dell’assolo di Brian May, una prova, un accenno di quello che poi verrà definitivamente inciso. Nella sessione relativa ai “Campioni” invece si può apprezzare una forma quasi definitiva del pezzo, più lunga e grezza, dove Freddie Mercury si impone come sempre con la sua voce e detta le linee guida del brano con la leggerezza sui tasti del suo pianoforte, Brian May da parte sua si concede un piccolo “solo” alla Jimi Hendrix nella parte strumentale poi tagliata nella versione ufficiale.

Per i fans sicuramente un’occasione da mantenere viva la memoria e lo spirito di Freddie Mercury nei giorni in cui quello che rimane del gruppo, ovvero May e Taylor sono in tour con il giovanissimo Adam Lambert. Ma questa è un’altra storia. Quella dei Queen, con la riedizione di News Of The World, oltre a farci riscoprire un album spettacolare, una sorta di ponte tra l’epoca più barocca del gruppo e quella pronta ad affacciarsi agli anni ‘80, ci conferma ancora una volta di quanto e quale materiale inedito sia ancora tutto da scoprire e pubblicare. Materiale che non ci stancheremo mai di ascoltare e che ci fa riscoprire il back stage o le sessioni crude delle registrazioni in studio del Gruppo.

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