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Fermate la Rapsodia!

Non essere di moda, o meglio piacere ad una élite ristretta, oppure dettare un trend globale rischiando di divenire quasi indigesti? Che cosa preferireste? E’ quello che sta succedendo alla hit numero uno dei Queen, Bohemian Rhapsody, da brano di culto a vera e propria mania collettiva. Come raccontato nel film, la canzone fu pubblicata con una certa riluttanza da parte dei discografici per poi divenire invece il cavallo di battaglia del gruppo.

Ma attenzione i Queen di fatto sono diventati un fenomeno collettivo dopo la morte di Freddie Mercury e addirittura con qualche decennio di ritardo. Chi vi scrive, per essere chiari, ha amato le Quattro Regine nel loro splendore artistico e vi posso testimoniare che negli anni ‘80 non era così scontato il successo della band. Stadi pieni in Sud America, qualche difficoltà negli States, un buon successo in Europa. Ma in quegli anni il rock era surclassato dal glamour patinato di gruppi come Duran Duran e Spandau Ballet. In fondo nella storia della musica è sempre stato così, peccato poi che il rock non muoia mai, le altre musiche passano, il rock rimane, come i Queen. Li vidi dal vivo al Palasport di Milano il 14 settembre 1984, nella prima delle due date milanesi, le uniche tappe italiane nella storia del gruppo.

Esperienza che rimarrà indelebile, con Freddie Mercury al top alla guida della band, un anno dopo ci sarebbe stato il Live Aid. Dopo oltre trent’anni il piacere che le nuove generazioni abbiano scoperto la loro musica è immenso. L’estro di Brian May e Roger Taylor rimane intatto tanto da regalare oggi un altro primato, quello cinematografico. Mai un film musicale dedicato alla storia di un gruppo aveva sbancato i botteghini di mezzo mondo. The Wall dei Pink Floyd è diventato un cult, poi il celebrale film di Oliver Stone sui Doors, per citarne alcuni, ma Bohemian Rhapsody ha battuto ogni record, vedi l’Oscar come miglior attore protagonista a Rami Malek, magistrale nell’interpretazione di Mr.Bad Guy.

Ma ogni luna ha il suo lato oscuro, così la title track del film, da oggetto di culto sta diventando arma di distruzione di massa. Non passa minuto che in qualche programma televisivo, o attraverso una piattaforma social, non compaia una versione della Rapsodia Bohemiana. Dai cori gospel alle interpretazioni più assurde, nei luoghi più improbabili, da chi la canta in strada, chi in treno, chi nel bagno di casa sua! Possiamo essere sinceri, non se ne può più. Come distruggere un capolavoro, o quantomeno renderlo indigesto. La storia dei Queen è molto più complessa ed ha abbracciato diverse mode musicali, dai primi album in cerca d’identità, che riecheggiano un percorso tracciato dai Led Zeppelin, passando dalla Notte all’Opera, con la consacrazione definitiva della band, fino alle atmosfere beat e dance degli anni ‘80. Si possono trovare altrettanti capolavori e intuizioni musicali, per il momento preferisco abbassare un poco il volume della mia radio, Mamma ho appena ucciso un uomo, cantava Freddie, oggi tutti noi stiamo uccidendo un capolavoro. Fermatevi!

FR69