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Roger Waters e il lato oscuro della musica

Non solo il lato oscuro della luna, ma quel lato buio che è in ognuno di noi e che da quasi mezzo secolo muove e ispira la musica di Roger Waters. Mr.Pink torna a Milano al Forum d’Assago dopo 7 anni, era il 2011 e andava in scena il trionfale tour di The Wall. Abbattuto il muro questa volta l’ex leader dei Pink Floyd torna a rivisitare le prime grandi atmosfere del gruppo. Us+Them, il titolo del tour già preannuncia quello che è il tema dello spettacolo. Si torna al 1973 e all’album che ha segnato un’epoca, The Dark Side Of The Moon.

Lo show è una rivisitazione e un rimando continuo tra passato e presente, che in questo caso riporta all’ultimo album di inediti dell’artista britannico, Is This the Life We Really Want? La domanda rimane al centro della scena, è veramente la vita che vogliamo? L’attesa dello show si apre con un filmato di una ragazza seduta su una spiaggia che fissa il mare, uno sguardo che si perde nell’orizzonte, visto come speranza e possibilità di fuga. Lo show infatti è un continuo rimando ai temi pacifisti, dalla situazione dei rifugiati alla lotta alla guerra, tema quest’ultimo contro cui Waters si batte da tempo. Speak To Me/ Breathe e One Of These Days aprono lo spettacolo, inizio psichedelico, poi ecco Time e The Great Gig In The Sky.

E’ un tuffo negli anni settanta. La band che accompagna Waters è attenta a riprodurre fedelmente le atmosfere e il sound dell’epoca, pochi virtuosismi, spazio alle sonorità che accompagnano le immagini e i filmati proiettati nello schermo alle loro spalle. Dopo l’inizio “pinkfloydiano” ecco l’inevitabile parentesi con i brani dell’ultimo lavoro, tre pezzi in tutto che ci raccontano l’artista degli anni duemila, quello legato alle battaglie sociali. La prima parte dello show si chiude con l’immancabile hit degli anni ottanta, Another Brick In The Wall, rivisitata in un’unica versione che trascina e scalda il Forum d’Assago (cliccare qui sotto per aprire il video esclusivo di MusiAndLights).

Il secondo tempo dello show si apre con l’imponente scenografia che divide il palazzetto in due, riproducendo la centrale elettrica di Battersea, costruita nel 1933 sulla riva sud del Tamigi a Londra, la cui immagine è stata scolpita nella copertina di Animals, album dei Pink Floyd del 1977. L’impatto scenografico è imponente e suggestivo.

Si parte con l’esecuzione di Dogs, oltre 15 minuti di performance, poi tocca a Pigs, il pezzo e la parte più politica del concerto, dove Waters si scaglia contro i grandi della terra, Trump su tutti. Il maiale volteggia sul pubblico del Forum, mentre sui muri di Battersea vengono proiettate le frasi più significative e divisive del Presidente degli Stati Uniti. Si può condividere o meno, ma questo è Roger Waters (cliccare sul video qui sotto).

Il concerto termina con i grandi classici, l’esecuzione di Brain Damage/Eclipse conclude la seconda parte dello show, il Forum viene avvolto dai colori del prisma che rappresenta la copertina di The Dark Side Of The Moon, finale maestoso, tutti in piedi. Resta però da sottolineare la scelta, nella totalità dello spettacolo, da parte dell’artista britannico di virare spesso sui brani più scontati della storia dei Pink Floyd, quelli forse irrinunciabili, ma che sono spesso condivisi nella scaletta dei concerti dal collega rivale, David Gilmour e che nei dischi originali erano cantati proprio dallo stesso chitarrista. Come in Wish You were Here, Money, Us and Them, fino a quelli originariamente a due voci come Mother e Comfortably Numb. Quasi una sfida a distanza fra i due, vedere e ascoltare il recente Live At Pompeii di Gilmour. Forse per questo Waters ha strizzato l’occhio ad una paltea più vasta, riproponendo le hit, lasciando a bocca asciutta i fan di vecchia data che si aspettavano qualche chicca in più nella scaletta del concerto. Us+Them come show rimane abbondantemente un gradino sotto rispetto al maestoso tour di The Wall, ora si aspettano le date di Lucca e Roma, 11 e 14 luglio, dove lo spettacolo verrà proposto in una versione adattata e rivista per i grandi spazi. Comunque da non perdere.

FR69

Roger Waters Milano 2018, la scaletta del concerto

Speak To Me / Breathe
One Of These Days
Time
Breathe (Reprise)
The Great Gig In The Sky
Welcome To The Machine
Déjà Vu
The Last Refugee
Picture That
Wish You Were Here
The Happiest Days Of Our Lives
Another Brick In The Wall Part 2
Another Brick In The Wall Part 3

Dogs
Pigs (Three Different Ones)
Money
Us And Them
Smell The Roses
Brain Damage
Eclipse

Mother
Comfortably Numb

Roger Waters live in Zocalo

In attesa dei prossimi concerti di Roger Waters in Italia nel 2018 con il suo Us + Them Tour  ecco il video di Pigs, tratto dal concerto di protesta contro la costruzione del muro tra Stati Uniti e Messico tenutosi il 1° ottobre del 2016 nella Piazza della Costituzione, la principale piazza di Città del Messico. Popolarmente chiamata el Zócalo, è considerata il centro dell’identità nazionale messicana.

Track List

1. Speak to me
2. Breathe
3. Set the controls for the heart of the Sun
4. One of these days
5. Time
6. Breathe (reprise)
7. The great gig in the sky
8. Money
9. Us and them
10. Fearless
11. Shine on you crazy diamond (parts I-V)
12. Welcome to the machine
13. Have a cigar
14. Wish you were here
15. Pigs on the wings (part 1)
16. Dogs
17. Pigs (three different ones)
18. The happiest days of our lives
19. Another brick in the wall (part 2)
20. Mother
21. Run like hell
22. Brain damage
23. Eclipse
24. Vera
25. Bring the boys back home
26. Comfortably numb

 

Noi e Loro (Us and Them)

Us and Theme, noi, il pubblico, gli innamorati del lato oscuro della luna e loro Rogers Waters e David Gilmour, in sintesi entrambi cuore e mente dei Pink Floyd. Purtroppo dal 1983, dopo The Final Cut, ci tocca seguire i due musicisti singolarmente, entrambi divisi nelle loro carriere soliste, eccezion fatta per il Live8 nel 2005, dove salirono insieme sul palco per l’ultima volta come Pink Floyd, insieme ai compagni di viaggio di sempre Nick Mason e Richard Wright, recentemente scomparso. Proprio per questo di fatto l’ultima esibizione del gruppo come lo conoscevamo. Oggi è una sfida a distanza tra i due leader storici della band, una partita che si sta giocando anche in questi giorni e che è destinata a continuare nel tempo. Da una parte Roger Waters che sbarcherà presto in Italia l’anno prossimo con 2 date a Milano, nel suo Us + Them Tour, il 17 e 18 aprile al Forum d’Assago, per proseguire con altre 4 date a Bologna, all’Unipol Arena. Dall’altra David Gilmour che da pochi giorni ha pubblicato il suo Live at Pompeii, il concerto tenuto nell’anfiteatro romano della cittadina campana durante il suo ultimo tour nel 2016, 45 anni dopo un’altra pagina memorabile della storia del rock datata 1971, quando Adrian Maben filmò e diresse il lungometraggio dei Pink Floyd in una leggendaria esibizione della band proprio tra gli scavi archeologici di Pompei. Roger e David separatamente ci propongono oggi la loro personale visione e rilettura degli album storici della band che insieme hanno contribuito a rendere grande, da The Dark Side Of The Moon, Wish You Were Here, Animals a The Wall. Alla fine la storia potremmo raccontarla così, da una parte Mr. Pink e dall’altra Mr. Floyd.

Waters come sempre più celebrale e introspettivo, Gilmour più melodico e al tempo stesso rock con la sua Fender Stratocaster. Possiamo essere sinceri senza offendere nessuno dei due? Della loro carriera solista rimane poco, qualche buon lavoro, qualche canzone riuscita, ma alla fine noi corriamo numerosi ai loro concerti o siamo pronti ad acquistare o scaricare i loro album solo ed esclusivamente per il materiale targato Pink Floyd. Roger Waters dopo l’imponente e massacrante messa in scena di The Wall in teatri e stadi, qualcosa di maestoso ed epico, nel 2017 si è ripresentato dopo oltre un quarto di secolo con un nuovo album in studio, Is This The Life We Really Want?, un album intimista dove strumento chiave è il pianoforte. Disco che Waters ha definito così: “E’ un viaggio che parla della natura trascendentale dell’amore. Di come l’amore ci può aiutare a passare dalle nostre attuali difficoltà a un mondo in cui tutti possiamo vivere un po’ meglio”. 

Un album di cui si è parlato più del contenzioso nato con l’artista Emilio Isgrò, che ha accusato di plagio l’artista inglese per la copertina dell’album, che per la qualità delle canzoni. Le aspettative cambiano invece se arriva l’annuncio di un nuovo tour che magicamente anche nel titolo, Us + Them ci riporta alle atmosfere e ai ricordi di The Dark Side of the Moon. Considerazioni che valgono anche per David Gilmour fresco di pubblicazione con Live at Pompeii, album nostalgico e magnifico nei suoni e nelle atmosfere, che sale di tono quando si ascoltano una dopo l’altra le tracce di memoria pinkfloydiana. Da One Of These Days, Shine On you Crazy Diamond, Run Like Hell, Time/Breathe a Comfortably Numb, da considerarsi i veri e unici momenti indimenticabili dell’album. La chitarra graffia ancora come nei tempi migliori e questo ci basta!

Purtoppo nonostante qualche incontro casuale non è in programma un progetto comune tra Glimour e Waters, i due non si amano e non si sono mai particolarmente amati. Non c’è nulla da fare, la musica non cambia e nemmeno le parole, che il professore lasci in pace i ragazzi! “Hey! Teacher! Leave those kids alone!!!!”

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Cara ti amavo!

Elio e le Storie Tese si sciolgono, l’annuncio era nell’aria dopo l’addio di Rocco Tanica. Il 19 dicembre nella loro Milano il loro concerto d’addio al Forum di Assago. “Dopo scadremo come la mozzarella, anche se sarà possibile consumarci ancora alcuni giorni dopo” scherza la band. “Ci vuole l’intelligenza di capire di essere fuori dal tempo; youtuber, rapper, influencer, queste sono le persone che parlano ai giovani oggi”.

Riavvolgiamo il nastro, il gruppo nasceva negli anni ‘80 nei locali underground milanesi allora in voga quali le Scimmie, il Tangram e il Magia. E in quest’ultimo locale c’ero anchio, con il mio gruppo di allora, i Dedero, non siamo passati certo alla storia, ma possiamo raccontare di aver vissuto da vicino quegli anni. Me lo ricordo bene, sul palco del Magia si esibivano Elio ed anche i Bluvertigo di Morgan, e pensate qualche anno prima in quel piccolo locale dietro Corso Vercelli aveva suonato pure David Gilmour, voce e chitarra dei Pink Floyd. Una Milano da bere che oggi non c’è più, altri tempi. Beh, la mia storia è legata in qualche modo a doppio filo con Elio e le Storie Tese, qualche anno piú tardi o meglio un decennio dopo, abbandonata qualsiasi velleità da musicista, durante un loro concerto al Palatrussardi, quasi per caso mi si presentò l’occasione per intraprendere la mia futura carriera giornalistica, ma questa è un’altra storia. Quella del gruppo invece sta per terminare, giusto un ultimo singolo, Licantropo Vegano, un tributo ai Lynyrd Skynyrd e la loro Sweet Home Alabama e a Werewolves Of London di Warren Zevon, ma è anche un omaggio a Milano, con vari riferimenti alla vita: “L’han visto in via Farini che mangiava bambini / L’han visto in Piazza Affari che mangiava bancari / L’han visto in Paolo Sarpi che mangiava un cinese / Ma non vi preoccupate, era tutta gente di seitan“.

Non ci resta che presentarci al Forum di Assago a dicembre per clebrare per l’ultima volta questi incredibili musicisti. A decidere quali brani ascoltare nella serata toccherà ai fans deciderlo, sul sito di Elio e le Storie la Tese è infatti possibile scegliere i 15 brani della serata. Da Cara Ti Amo, John Holmes, Cateto, Pippero, Il Vitello dai Piedi di Balsa, Supergiovane, Nessuno all Stadio, a La Terra dei Cachi classificatasi al secondo posto del festival di Sanremo nel 1996. “L’addio tira piú della figa” scherza Elio, in effetti nella musica ai giorni d’oggi è proprio così, chissà poi pronto tra qualche anno a rimangiarsi tutto annunciando una non tanto clamorosa reunion. Per il momento non ci resta che rimanere Servi della Gleba a testa alta, verso il triangolino che ci esalta!

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